L’intreccio tra social media e televisione non è più una novità, nemmeno in Italia. È anzi diventato il tessuto connettivo del nostro consumo mediatico quotidiano. Il “second screen” è ormai un’estensione del nostro sguardo: chiunque, almeno una volta, si è ritrovato a twittare in diretta la battuta del proprio show preferito o a condividere l’indignazione per un finale di stagione. Il web ha scosso dalle fondamenta mezzi che per decenni erano rimasti immobili, obbligandoli a reinventarsi, a cercare nuove grammatiche per non diventare irrilevanti.
Ma il vero spettacolo è osservare come si è evoluta la relazione tra i cosiddetti “media tradizionali” e le piattaforme social. Perché se tutto è iniziato con un hashtag su Twitter durante la messa in onda, gli orizzonti che si sono spalancati sono molto più audaci e imprevedibili.
Esattamente una settimana fa, Dunkin’ Donuts ha trasmesso sul canale americano ESPN il primo spot televisivo interamente realizzato con un video nato su Vine. Un format da 6 secondi, non uno di più, che ha fatto il suo ingresso trionfale nel tempio della pubblicità classica.
“Riteniamo che un cartellone pubblicitario realizzato con Vine sia drammaticamente più coinvolgente di un cartellone standard con un logo aziendale”, ha dichiarato Scott Hudler, VP of global consumer engagement di Dunkin’ Brands. E aveva ragione: in un’epoca in cui l’attenzione è il bene più scarso, la sintesi diventa potenza.
Dunkin’ Donuts ha aperto la strada, ma non resterà sola a percorrerla. Le gomme da masticare Triden hanno già sperimentato qualcosa di simile, mettendo in campo due tra i Viners più amati del momento, e indiscrezioni sempre più insistenti vogliono che anche Nissan stia seriamente valutando il salto.
Siamo pronti a dire addio ai classici formati da 60 o 30 secondi per abbracciare l’essenzialità dei 6 secondi di Vine o dei 15 di Instagram? La direzione è chiara: la creatività si condensa, il ritmo accelera, e noi non vediamo l’ora di scoprire cosa succederà. La stessa sintesi che la Guerrilla SEO applica alla conquista delle SERP: arrivare prima, con meno, contro avversari che spendono di più.
