Educare con la gamification: i Pips

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C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui l’educazione oscillava tra due estremi: da un lato il rigore severo di bacchettate e castighi fisici, dall’altro una venerazione quasi acritica del bambino. Oggi, per fortuna, quel mondo è alle nostre spalle. E se un tempo a dominare il dibattito pedagogico erano figure come Steiner o Montessori, oggi a contendersi la scena è qualcosa di completamente diverso: un’app. Si chiama Pips, e promette di allevare una nuova generazione di piccoli eroi, pronti a schierarsi contro la caccia alle balene o lo spiumaggio crudele delle oche.

Il meccanismo è geniale nella sua semplicità. I Pips sono creature bizzarre con le fattezze di ortaggi, nate da fagioli magici arrivati dallo spazio, che si insinuano con leggerezza nella routine quotidiana di madre e bambino. Ma non sono semplici personaggi: sono simboli. Supereroi vegetali che innescano nei più piccoli un meccanismo di identificazione immediata e positiva, spingendoli naturalmente a emulare comportamenti virtuosi.

L’obiettivo è prendere i bambini per il verso giusto, creando un ponte emotivo attraverso un gioco a livelli che trasforma i “doveri” in avventure. Lavarsi i denti, mangiare le verdure, andare a dormire senza capricci: ciò che prima era una battaglia quotidiana ora può diventare un piacere condiviso.

Dietro Pips ci sono due giovani mamme che hanno evidentemente preso a cuore la questione. Forse annoiate dai soliti Teletubbies, dall’ingombrante eredità dei Barbapapà o da un esercito sterminato di amichetti immaginari, hanno deciso che era il momento di trasformare iPhone e iPad in qualcosa di diverso: un precettore gentile travestito da ortaggio sorridente.

Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte all’idea di affidare l’educazione dei figli a un’app. Può sembrare utopico, eccentrico, forse fin troppo ambizioso. Ma se si calcola il tempo che molti bambini trascorrono ipnotizzati davanti a uno schermo, o lasciati nelle mani di baby sitter distratte e parenti assenti, forse vale la pena provare. Meglio i Pips, che con autorevolezza gentile provano a seminare il piacere di fare proprio quelle cose che di solito detestano. Altro che S.O.S. Tata o mamme blogger. I Pips applicano ai doveri quotidiani la stessa logica della Guerrilla SEO: trovare una via laterale, non convenzionale, per raggiungere un risultato senza sprecare risorse.

Educare con la gamification: i Pips

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