C’è una domanda che tormenta chiunque gestisca una pagina Facebook, ed è una di quelle domande epiche, capaci di scatenare dibattiti infiniti senza mai trovare una risposta definitiva. Perché la verità è che non esiste un “orario magico” universale. Le variabili in gioco sono talmente tante che perfino il meteo può metterci lo zampino.
Ma partiamo dai dati, che aiutano sempre a fare un po’ di ordine. Un imponente studio di SocialBakers ha analizzato un campione mostruoso: 2,9 milioni di post pubblicati da 23.000 pagine Facebook nell’arco di due mesi. Numeri che danno da pensare.
Il risultato? I giorni feriali concentrano il grosso dell’attività e dell’engagement. Il weekend, invece, assomiglia a una landa desolata: le aziende postano poco, e l’interazione degli utenti crolla. A ben vedere, però, qui si annida il classico dilemma dell’uovo e della gallina. Sono le aziende a mollare la presa il sabato e la domenica, causando così un calo fisiologico dell’engagement? Oppure è l’utente a essere naturalmente meno ricettivo, rendendo vano qualsiasi sforzo editoriale?
Difficile dare una risposta secca. Anche perché, a complicare il quadro, ci sono studi che raccontano una storia completamente diversa. SocialBakers stessa, insieme a Buddy Media, ha osservato che su Twitter il rapporto tra volume di tweet e tasso di interazione raggiunge il suo picco proprio durante il fine settimana. Come a dire: la piattaforma giusta al momento giusto può ribaltare ogni regola.
E poi ci sono le variabili umane: il mercato di riferimento, il target, l’area geografica, la stagione. Un brand che produce maglioni e piumini farà una fatica tremenda a farsi notare in un assolato sabato di luglio, mentre un produttore di bevande che posta la ricetta di un cocktail ghiacciato avrà gioco facile. Ogni pagina ha la sua storia, il suo pubblico, i suoi ritmi.
Studi e ricerche come questo sono un ottimo punto di partenza, ma non sono vangelo. La buona notizia è che Facebook mette a disposizione strumenti di monitoraggio sempre più sofisticati. La vera chiave per un piano editoriale efficace, oggi, non sta nel cercare la formula magica là fuori, ma nell’analizzare con cura i dati della propria pagina. Sono loro a parlare, e quasi sempre sanno dirci esattamente quando il nostro pubblico ha voglia di ascoltarci.
