Beast, lo street artist venuto dalla nebbia

“Sopra la sua testa c’era un pannello da 30mq, e manco l’ha visto. Io ho speso 50 euro, l’agenzia di turno 50.000. Chi ha vinto per una volta?”

Un quadro con cornice dorata con un tizio vestito punk. Poi mi avvicino e vedo che quel tizio è Matteo Renzi. E’ appeso a un treno e fa il dito medio. Strano. Poco più in là un altro quadro, stessa cornice: c’è un gruppo di politici noti in costume da bagno che ridono mentre un tizio sta prestando soccorso a un Napolitano seminudo. Poi ne vedo altri e ancora altri..le cornici diventano poster, billboard, enormi cartelloni pubblicitari..una galleria a cielo aperto di fotoritocco, fatto bene. E’ una galleria diffusa, in tutta Milano. Sotto tutte la firma di Beast.  Ma chi è Beast? E’ bastato guadare su  www.beastmaster.tv , contattarlo, e in una nebbiosa serata milanese abbiamo fatto due chiacchiere per  scoprire che sta facendo doni alla città, e il suo lavoro e ‘subvertising’ sono più vicino di quanto sembri..

beast street art subvertisingChi sei?  Come ti definisci?
Solitamente il mio lavoro viene classificato come street art, ma negli ultimi anni questa definizione ha assunto una portata diversa.
Persone come Roa, Faith47, Phlegm e tanti altri hanno alzato l’asticella vertiginosamente,  realizzando in strada lavori pittorici eccezionali, tecnicamente e visivamente. Non appartengo certo a questa ristretta cerchia di artisti talentuosi. Io non so fare una “o” col bicchiere, i miei lavori sono semplici collage. Sono un vignettista, mi interesso di politica e sociale, cerco quasi sempre di farti ridere.

Oltre a essere un ‘artista di strada’ o come ti definisci, fai altro nella vita?
Vivo grazie ad un lavoro normale. Con Beast non ho e non avrò mai nessun intento commerciale.
Ricevo spesso delle mail per comprare le mie stampe. Ma credo di aver violato tante di quelle leggi sul copyright artistico e fotografico, da non poter vendere un singolo centimetro di quello che faccio. E preferisco sia così, il campo deve restare un completamento libero da qualsiasi condizionamento economico.

Quadri con una bella cornice dorata e immagini ritoccate con volti di politici in note scene di film.  Non li ho riconosciuti tutti ma di che si tratta, cosa vuoi comunicare?
Funziona che ho dei temi di cui voglio parlare e cerco incessantemente foto da cui partire. Ho un archivio fotografico imponente, centinaia di foto catalogate per argomento o soggetto. Quando ho un’idea parto alla ricerca della foto giusta, e capisco di aver fatto bingo se rido mentre faccio il compositing. Quando ti diverti a fare qualcosa, c’è una buona probabilità che diverta anche qualcun altro.

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Guardando a questo e altri lavori sembri molto attento all’advertising che fai diventare subvertising. E’ così?
Ho lavorato in pubblicità per un decennio, in Italia e all’estero. Conosco molto bene quel mondo, i suoi pregi e difetti. E per quanto possa stimare le professionalità che operano nel settore, il problema resta sempre il messaggio. Siamo circondati da messaggi pubblicitari, ormai quasi non ci facciamo più caso.

beast milano street art subvertisingMa prova a immaginare un suono per ciascun pannello pubblicitario. Provaci con quei trilocali verticali da 80mq che ci sovrastano, hai idea di quanto strillino? E’ come avere un cocainomane che ti urla a 3 cm dall’orecchio. E il messaggio di solito non è granché, quasi sempre quel pannello proverà a farti sentire inadeguato perché non hai quel jeans o quella macchina, proverà a far sentire la mia ragazza inadeguata perché non ha quelle tette o quel cappotto. Il concetto subdolo è sempre lo stesso, le agenzie pagano per esporre pay-off da 20 metri sul Duomo e nessuno dice niente. Il Comune incassa e la domenica mattina va in centro a cancellare le tag di Sneg. Fa ridere no? Le mie cornici da 18x24cm sono un tentativo, fallito, di riequilibrare il gioco. Però ieri c’era un nonno di 70 anni che s’è fermato davanti a ogni singola cornice in Ticinese, camminava davanti a me e se la rideva a tutte le immagini. Sopra la sua testa c’era un pannello da 30mq, e manco l’ha visto. Io ho speso 50 euro, l’agenzia di turno 50.000. Chi ha vinto per una volta?

Tu direi. Anche perché i tuoi quadri sono belli. Sotto il mio ufficio vanno letteralmente  ‘a ruba’
Si, succede spesso e ne sono contento.  Non c’è niente che mi renda più felice che passare per strada e vedere qualcuno ridere davanti un mio quadro. E’ il motivo per cui li appendo, sono dei regali alla città e così vanno intesi. E se a qualcuno piace così tanto un’immagine da mettersi a staccarla, significa che ho fatto un buon lavoro.  Inoltre mi dà inconsapevolmente una mano, dopo un po’ le mie immagini mi stancano, vorrei cambiarle con delle nuove, e loro mi liberano spazio.

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Non c’è in giro una tua foto o un nome di battesimo…è una scelta più legata a un alone di mistero che vuoi creare attorno o è per non subire conseguenze rispetto al lavoro che fai?
Nessun mistero, solo mi interessa che si diffonda il mio lavoro, non la mia faccia. Meno mi si vede e meglio è.

Non sei solo milanese ma abbiamo visto anche tue opere a Berlino..e ora sei in partenza per altri lidi..Sei legato a qualche ‘circuito’ internazionale o sei un battitore libero ma che opera anche fuori confine?
Purtroppo non ho collegamenti con altri street artists, per quanto detto in precedenza credo mi snobbino tutti,  e non ho mai partecipato a festival o a quelle minchiate che organizza il Comune con gli spazi predefiniti. Dimmi te se devo andare a mettere un’immagine ad Affori perché a Pisapia gli sta bene che la metta lì. Lo farei se poi dicesse ad H&M che i suoi pannelli, se vuole, li mette solo in tangenziale. Invece è tutto molto più semplice, il mio lavoro mi porta spesso all’estero, quindi ne approfitto per piazzare Beast in altre città.

Da quello che vediamo sei un fan accanito di Berlusconi. E’ un pezzo che lo prendi di mira. E’ lui il personaggio che ti ha spinto a ‘buttarti’ nella tua arte di strada?
E’ un discorso lunghissimo e francamente doloroso, dal quale non siamo ancora usciti. Non mi sono mai occupato di Berlusconi come personaggio in sé, mi interessava e mi interessa il suo effetto su di noi, quello che ci è successo e quello che siamo diventati in 20 anni di ostaggio psicologico.

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E ora a chi sei più affezionato a Renzi?
Renzi è un fuoriclasse, un mix di personalità, frasi fatte, credo politico, sorrisini e ammiccamenti. Vestirlo da rapper o da rockabilly è stato divertente, ma mai quanto vederlo in giubbotto di pelle abbracciato a due nonne in copertina su “Oggi”.

Prossima provocazione?
Se te lo dico prima di farla, rido prima di farla, e mi passa la voglia di farla.

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